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La Calendula Officinalis

da / sabato, 31 gennaio 2015 / Pubblicato in Articoli, Cure Mediche, Lifestyle

Si tratta di una pianta erbacea (famiglia delle Compositae) comune nel mediterraneo, con bellissimi fiori gialli, giallo arancio e bianchi, le cui caratteristiche medicinali erano conosciute già in antichità.
Fiorisce in estate e produce frutti. Dalle foglie e dai fiori si ricavano flavonoidi (rutinoside, rutina, isoquercetina, narcisina) olii essenziali, carotenoidi (beta carotene), il licopene, la leutina, le xantine, alcoli terpenici (esteri di faradiolo) e saponosidi (ossia glicosidi dell’acido oleanico).
Le foglie della Calendula possono essere mangiate in comuni insalate, i boccioli possono essere ingeriti come sottaceti sostituendo i capperi, i petali essiccati in cucina possono essere usati per aromatizzare l’aceto o trasformati in canditi, il succo ed i fiori vengono applicati direttamente su ferite della pelle, su piaghe ed ustioni.
Decotti ed infusi di foglie e fiori vengono utilizzati in caso di affezioni respiratorie di tipo influenzale.
Molte delle formulazioni in commercio sfruttano le proprietà antinfiammatorie in creme e pomate.
Il Ministero della Salute (dicembre 2010) con una sua direttiva consente di inserire negli integratori alimentari le sostanze e gli estratti vegetali di questa pianta.
In omeopatia la Calendula viene utilizzata come tintura madre ricavata dalle foglie e dai fiori per il trattamento di ferite infette, traumi, fistole rettali, mestruazioni troppo abbondanti ed ascessi.
Riguardo all’azione antinfiammatoria della Calendula si ricorda che contiene anche piccole quantità di acido salicilico.
Una curiosità: gli antichi Egizi consideravano la Calendula una pianta capace di far ringiovanire, i Greci ed i Persiani utilizzavano i petali per guarnire i cibi, gli Indù… per guarnire i templi.

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