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Biofilm batterico

da / lunedì, 28 aprile 2014 / Pubblicato in Articoli, Cure Mediche, Ginecologia, Prevenzione

Da recenti studi sembra che circa l’80% delle infezioni batteriche che colpiscono gli esseri umani nei Paesi occidentali e’ causato da biofilm, ossia comunità strutturate di cellule batteriche o fungine, spesso di specie diverse, racchiuse in una matrice polimerica auto prodotta ed adesa ad una superficie inerte o vivente.
Si è così scoperto che gli agenti patogeni associati alle cistiti, alle vaginosi batteriche, alle vaginiti aerobiche e da candida hanno tutti la tendenza a formare biofilms e questo spiega la assente o incompleta risposta agli antibiotici ed agli anti fungini e l’alta presenza di forme morbose recidivanti uro ginecologiche, resistenti agli antibiotici e quindi destinate alla cronicizzazione.
Questo si traduce in una ridotta penetrazione degli antibiotici ed un aumento delle resistenze.
Occorre dunque bloccare l’adesione dei batteri alle superfici dei tessuti, prevenire la crescita microbica, inibire l’espansione dei patogeni e disgregare le matrici polisaccaridiche del biofilm.
La vaginosi batterica e’ caratterizzata da una drastica riduzione dei lattobacilli produttori di perossido di idrogeno con una eccessiva crescita di germi quali la Gardnerella Vaginalis, il Micoplasma hominis, il Mobiluncus peptostreptococcus, Bacterioides ed Eubacterium species,n invece nelle vaginiti aerobiche, alla diminuzione dei lattobacilli fa seguito l’aumento dei batteri aerobi di derivazione intestinale, principalmente Escherichia Coli, Stafilococco pyogenes, Pseudomonas e Proteus.
A tale scopo si stanno utilizzando delle terapie topiche a base di L.Acidifilus, L. Sporogenes, D-mannosio, N-acetil-cisteina e M.Citrifolia per eradicare la colonizzazione batterica e ricolonizzare con i lattobacilli l’ambiente vaginale.
I risultati clinici sono interessanti.

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